Il buco del culo di mia madre

Ogni volta che ci ripenso il cazzo mi scoppia nei pantaloni, ma non capisco se l’incestuosa esperienza con mia madre mi abbia segnato in positivo, o in negativo, comunque sia è stata la migliore scopata della mia vita, e se mi ricapitasse, credo proprio che lo rifarei!

Fottendo mia madre ho capito una cosa fondamentale sul sesso e sulle donne, e cioè che la libido è solo una questione di testa, ed il fascino del proibito è quello che fa impazzire noi uomini, ma ancora di più le gran troie di femmine che ci ronzano intorno, siano esse perfette sconosciute, o carne della nostra carne come figlie, sorelle, e madri…

Sono passati cinque anni, più o meno, dal giorno in cui la mamma, decise di sopperire con suo figlio adolescente ad un periodo di defaillance sessuale di mio padre, che poveraccio, oberato da impegni ed impensierito da alcuni affari andati male, aveva l’uccello in panchina…

Era estate, non c’era scuola, ed in quel periodo non avevo una ragazza, ed essendo un tipo solitario neppure molti amici con i quali uscire, quindi al contrario di mio padre che non c’era mai, stavo a casa con il cazzo in mano a guardare video porno e siti di incontri con donne mature super sexy, proprio come la mia bella mammina, quarantenne procace e vogliosa con lo sguardo da troia…

Non lo nego, le sue grandi tette messe in evidenza da succinti reggiseni a balconcino, mi facevano girare la testa, ed il suo culone sodo al punto giusto, tonico ma abbastanza morbido da vederlo ballonzolare, ha acceso le mie fantasie sessuali fin da bambino… Per un adolescente in piena tempesta ormonale, trascorrere le giornate con una madre del genere, era bello, ma al tempo stesso impegnativo.

Bello perché mi divertivo a spiarla mentre faceva la doccia, e mi segavo annusando la biancheria intima che metteva nel cesto dei panni sporchi… Impegnativo, perché quando le stavo accanto non era semplice nasconderle che faceva parte delle mie fantasie erotiche, o meglio, ne era la protagonista incontrastata!

Il giorno in cui successe, la vedevo particolarmente irrequieta, e pur non avendo commissioni da fare la sentì prima uscire dalla sua camera, e poi andarsene sbattendo la blindata dietro di sé. Notai poi, che si era scordata di chiudere la porta della matrimoniale, e sul lettone aveva lasciato una sottoveste, un paio di reggiseni, e due o tre paia di mutandine da gran troia, di quelle con il buco davanti e dietro per metterci il cazzo… ed accanto a questa biancheria sexy buttata alla rinfusa, un paio di cazzi finti, uno classico e l’altro doppio, di quelli che penetrano figa e culo. Rimasi lì, per qualche secondo fermo immobile sulla porta della camera, poi entrai per guardare più da vicino…

Appena dentro sentì il profumo del sesso di mia madre, e mi accorsi subito che un paio di mutandine erano fradicie di umori sessuali, ed il doppio dildo era sporco dalla parte in cui entra nel culo… Realizzando che avevo davanti il teatro di masturbazione di quella cougar di mia madre, il cazzo mi si gonfiò nei boxer con la rapidità di un airbag, e non potei resistere alla tentazione di allungare le mani su quelle mutandine, e sui cazzi finti ancora caldi del suo splendido corpo…

Tirai fuori l’uccello ed iniziai a segarmi con immenso piacere, annusando e leccando avidamente i liquidi vaginali ed il succo del culo di mamma, cadendo in un limbo che più di uno stato di forte eccitazione sessuale, potrei definire di profonda estasi! Mi ritrovai così perso tra quei profumi e sapori, da chiudere gli occhi e non accorgermi che mia madre stava rientrando…

Non appena la sentì, ributtai mutandine e dildo sul lettone, ma non feci in tempo a rimettere il cazzo nei boxer che mamma era di nuovo lì, davanti a me, con uno sguardo tutt’altro che di rimprovero… mi guardava con grandi occhi tranquillizzanti e comprensivi, ma che allo stesso tempo sembravano chiedermi qualcosa, quello sguardo era per me qualcosa di unico, a metà strada tra l’espressione di una madre e l’occhiata lubrica di una grandissima troia…

Continuando a fissarmi dritto negli occhi, mi afferrò il cazzo e prese a masturbarmi, ed anche se l’uccello mi era sceso, in dieci secondi si rizzò di nuovo diventandomi duro come un sasso… Senza mollare la presa dal cazzo, mi disse: “rimani in piedi…” e si mise a pecora sul bordo del materasso, con il culo fuori dal letto, ed iniziò a passarsi la mia cappella prima tra le chiappe, e poi sulle grandi labbra della sua figona fradicia e dilatata, continuando con grande piacere ad infradiciarmi l’uccello di umori e ad ansimare come una cagna in calore… Le bastarono cinque minuti di strofinamenti per scoppiare in una prima lunga goduta, e dopo essere venuta non so quante volte di seguito, mi chiese: “aprimi il culo e leccami dentro…”…

Non me lo feci ripetere due volte, divaricai le sue belle chiappone ed iniziai a leccarla con una frenesia bestiale, perché l’odore ed il sapore che desideravo da sempre, e che fino ad allora mi ero accontentato di assaggiare dalle sue mutandine sporche, era finalmente tutto nella mia bocca, e nonostante stessi godendo come un maiale, avrei voluto una lingua d’iguana per poterle arrivare ancora più in fondo! Mentre le leccavo il culo e le ficcavo fino a quattro dita nella figa, la cagna continuava ad ansimare, ed a provare orgasmi che le arrivavano di botto, come scariche elettriche, accompagnati da abbondanti fuoriuscite di liquido sessuale, che scivolandole tra le cosce inzuppava il letto…

L’avrei leccata e toccata per ore, ma d’un tratto mi spinse via, si rigirò sul letto, allargò le gambe e piena di libidine disse ad alta voce: “lo voglio tutto dentro!”… ed io, incredulo ed eccitatissimo, per godere appieno di quella incredibile occasione, volli prima baciarla e succhiarle un po’ le tette, ma poi, quando poggiai la cappella all’imboccatura della sua figa gonfia e bollente, mi fece scivolare più in basso, sul suo bel buchino ed urlò: “in figa no, lo voglio nel culo!”… a quel punto presi coraggio e le risposi sottovoce: “mamma sei una troia…”… ed ebbe un fremito, perché sentirsi chiamare troia da suo figlio la fece godere come mai le era successo prima, e fu proprio in quel momento che le affondai il cazzo nel culo… il suo buco era dilatato e fradicio del succo della sua figa, ed il cazzo ci scivolò dentro liscio come l’olio! Mi scopai il culo di mia madre continuando a baciarla in bocca, e stringendola a me cercai di pomparla più forte ed in fondo che potevo…

Ricordo bene il calore del suo respiro, e l’odore di sudore delle sue tettone che premevano e mi sgusciavano sul petto, ogni volta che mi muovevo per riaffondarle il cazzo nel culo… ma più di tutto, non dimentico il momento in cui le sono esploso dentro, e lei mi ha stretto il cazzo nello sfintere e tra le chiappe, come se non volesse far uscire neppure una goccia di quella mia grande sborrata… e non volesse più lasciarmi andare, stringendomi in un abbraccio che al tempo stesso, mi ha trasferito il calore di una madre e fatto assaggiare il fuoco di una vera troia.

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